Al Teatro Nuovo, la scorsa settimana, è successo questo.

Grazie a Dismappa per il ricordo di una bellissima serata, e grazie al pubblico presente quella sera, che mi ha concesso di emozionarmi così tanto.

Venerdì 3 maggio al Teatro Nuovo di Verona.

Sarò ospite di Michele Serra, uno dei maestri dello spirito invitati quest’anno a presenziare al Teatro Nuovo di Verona, all’interno della rassegna organizzata dall’associazione IDEM.

Sarò sullo stesso palco di questo grande uomo, autore, scrittore, pensatore.

Canterò De Andrè, mentre lui ve ne racconterà le sfumature, le curvature, i dettagli.

Qui il link per maggiori informazioni

http://www.teatrostabileverona.it/michele_serra-r853e.html

Nuovi brani pubblicati su SoundCloud.

Nuovi brani live pubblicati sulla mia pagina di SoundCloud.

domenica 14 aprile suono qui, alla Vineria dei Principi (Porto S.Elpidio, Fermo).
alle 22.00, chitarra voce e piano, tutto il disco nuovo e qualche brano dai dischi più vecchi.
un posto nuovo, dove non sono mai stata, e voi…gente nuova da conoscere e con cui emozionarmi.

vi aspetto.

domenica 14 aprile suono qui, alla Vineria dei Principi (Porto S.Elpidio, Fermo).

alle 22.00, chitarra voce e piano, tutto il disco nuovo e qualche brano dai dischi più vecchi.

un posto nuovo, dove non sono mai stata, e voi…gente nuova da conoscere e con cui emozionarmi.

vi aspetto.

London Diary #8

Giorno 8, THE LAST DAY.

Well done. Non ci sono mezze misure. Ieri il nulla, oggi il pieno.

Ci si sveglia presto, si fa colazione abbondante e si va finalmente alla Tower of London. Ma abbiamo poco tempo, alle 11.45 dobbiamo essere a Farringdon a tagliarsi i capelli quindi decidiamo di vedere una parte della torre e tornare più tardi. Eccolo qua, il primo ritardo accumulato, che ci fa mancare per poco l’appunamento da coiffeur…un viaggio a vuoto ma non del tutto perché ci guadagniamo un pranzo ottimo da Farm, una catena di tipica cibaria inglese. Di mio gradimento, ho spazzolato tutto il mio cartoccio ecologico pieno di carne e purè di patate spezziate. La pancia è piena, ed io ragiono molto meglio. 

Alle 13 siamo di nuovo alla torre, e questa volta ci rimaniamo per 2 ore, con calma la visitiamo in ogni sua parte e come seconda tappa andiamo a cercare Abbey road, dopo un lungo viaggio in metro. L’impatto e’ divertente, la gente blocca la strada per fotografarsi nell’identica posizione della foto della copertina del disco dei Beatles. Inutile dire che gli inglesi non apprezzano, anzi sgommano nel riprendere la loro marcia dopo questa inutile attesa. Ma a me viene una domanda subdola: e se le strisce ritratte nella famosa copertina fossero più avanti di 50 metri? E se tutti si stessero fotografando sulle strisce pedonali sbagliate? Decenni di errori devasterebbero l’immaginario collettivo, milioni di foto scattate da buttare, miliardi di ricordi di seconda mano e posticci…Un labirinto di errori e conseguenze degli errori stessi mi invade, fino a quando le mie gambe costeggiano il muro intriso di scritte storiche, un muro che conserva il passaggio di miliardi di ammiratori più o meno devoti al gruppo rock inglese. Proseguo oltre, divento per pochi istanti una turista incallita, fotografo ogni cosa…

E poi? Poi ci perdiamo. Giriamo in tondo per Westmister, arrivando a Swiss Cottage e prendendo qui due metro per arrivare finalmente a Camden Town, che avremmo dovuto vedere all’inizio del nostro viaggio, data la quantità di oggetti particolari che stiamo toccando. Le cose al contrario. Spesso succede di accomodarsi storti, di non azzeccare la giusta sequenza degli eventi. Forse perché è ovvio, non c’e’ una giusta sequenza, ogni evento accade per un motivo e si impara da ognuno di loro. 

La giornata finisce con una cena da Byron a South Kensington, con il miglior hamburger della città. Lo posso confermare, non mi sarei mai alzata da quella panca.

Si torna a casa presto questa volta, un ultimo giro di risate gustandosi le fette di torta e i cupcake comprati prima della cena, e per gola o per amore riusciamo quasi a finire le porzioni. Si va a letto alle 23.30, dopo i saluti finali e i baci che partono sempre dalla guancia destra. 

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La partenza.

Prima della paura di volare, viene un viaggio in auto di 40 min con un autista indiano che ci costringe a parlare in inglese del tempo che fa, del mondo che cambia, dei nostri lavori, ascoltando la musica del suo paese a tutto volume e con la fierezza di chi vive in una metropoli, lontano dalla propria terra, che si adatta ai cambiamenti, e che ti riassume il viaggio in 40 min, con due parole. Semplici, concise, intrise di senso.

Tutto si attorciglia, come lo stomaco prima del decollo. Tutto assomiglia al viaggio, a quello che ci si porta in valigia, una valigia che all’andata è sempre più leggera del ritorno…nonostante il carico sia lo stesso.

London Diary #7

Giorno 7, IL MAL DI TESTA.

C’e’ sempre un giorno, fra tanti, in cui il congegno si inceppa. Oggi è uno di quei giorni, è come se non fosse avvenuto, come se non lo avessi vissuto. 

E’ colpa del mal di testa, del mal di collo, delle vertigini annesse, delle nausee conseguenti.

E’ tutto collegato al letto nuovo, al materasso sconosciuto, al cuscino di un altro, alla stanza di un altro…è colpa sempre degli altri, se vogliamo essere razionali.

Ma sotto questa scorza dura, c’è sempre qualcosa di più, qualcosa in cui scavare, e che oggi non mi va di scoprire.

Non è sempre il momento di pensare, mi lascio appesantire dalla sensazione di portare un carico sulle spalle, come una schiava di intenzioni.

Vago per le stanze dei musei come uno zombie, mi siederei ad ogni angolo, mangerei per noia, bucherei il cielo per far piovere quantomeno una goccia.

E invece niente, tutto rimane piatto.

Non succede nulla, scorrono dodici ore come nuvole lente.

Del giorno appena trascorso ricordo molto poco, e quel che ricordo bene è di aver constatato che in questa città vendono tutti la mia borsa preferita.  

Che io sia maledetta, per aver già speso ogni monetina e non poter tornare a casa un pò più fiera.

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London Diary #6 

SHOPPING, PUB E PENNICHELLE.

Non è una particolarità turistica, qui gli autobus sono tutti a due piani.

E’ una meraviglia, già adoro viaggiare in autobus, se poi posso avere una visuale quotidiana dall’alto mi sento ancora più appagata. Mi accontento di poco, salire al secondo piano e sedermi in prima fila è uno spettacolo degno di nota, per la mia mente pensante.

MI godo il panorama, da due giorni non mi sento più turista, mi sembra di vivere qui, sarà forse complice il fatto di vivere queste giornate alloggiando in casa di persone amiche. Se l’elemento hotel facesse il suo ingresso, credo che questo viaggio non avrebbe più lo stesso sapore.

Lo shopping prima o poi doveva arrivare. E’ sfrenato al punto giusto, se non altro per la quantità di dentro/fuori che stiamo compiendo. Si va avanti con questo ritmo per tutta la mattina, compresa una truccatina gratis da Bobby Brown. E’ vietato ridere, anche una donna acqua e sapone come me necessita di una restaurata qui e là. 

Verso le 13 lo stress inizia a farsi sentire, non distinguo più una vetrina di una negozio dal marciapiede che calpesto, l’odore di ciambelle calde risveglia la necessità di mangiare. Prendiamo Carnaby Street, e piove. Piove di una pioggia sottile e fitta, che ti bagna la fronte e ti infastidisce senza inzupparti, rende più incalzante la necessità di trovare un posto dove mangiare e, dopo qualche tentativo fallito, ci infiliamo da Giraffe. 

Pranzo con hamburger vegetariano, per un’ora non siamo più a Londra

Vorrei vederla tutta, questa città, farne parte per più tempo.

Pausa Caffè Costa, imitazione di Starbucks.

E non è detto che le cosiddette imitazioni siano portatrici di scarsa qualità. Infatti il caffè è più italiano e meno brodaglia. E’ questione di gusti, affermo con certezza di amare sia il beverone americano sia l’espresso italiano.

Ricominciamo a camminare, la pioggia insiste a infastidire la nostra passeggiata. Mi gira la testa ma alla fine decido di dare un senso a queste 10 ore di shopping e mi compro un fiammante paio di camper per tutte le stagioni. Sollievo.

Si torna verso casa, prendendo il bus 159 verso Brixton. Mi addormento come una bimba in gita ed era inevitabile… Da carro trainato mi ritrovo in un tipico pub londinese di South London, mangiando fat chips e assaggiando Guinness. E per finire una fetta di cheesecake, così posso definitivamente essere felice. 

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Sabato 30 live a Il Posto Castello.

sabato troverete me (voce, chitarra, piano) e Maddalena Fasoli (viola, violino, piano, voce) a suonare per voi a Il Posto Castello (Illasi, Vr).

è un circolo arci, quindi si entra con la tessera.

siete i benvenuti, andate sul sito qui linkato per sapere tutte le informazioni, è consigliata la prenotazione.

Lunedì 25 live a Milano, Spazio Luce, con Ilaria Pastore.

Lunedì 25 marzo sarò a Milano per un concerto unico ed esclusivo.

Qui sotto i dettagli di ciò che accadrà.


“Occhi negli occhi – Live recording”  // Rassegna musicale d’autore a cura di “Spazio Luce”
Veronica Marchi + Ilaria Pastore 


La delicatezza è femmina.
La delicatezza sono piedi nudi che camminano leggeri su un pavimento.
La delicatezza ha il suono lieve dell’acustico.
La delicatezza sta neglio occhi di una donna.

La delicatezza duplica se le donne sono due:
Ilaria Pastore e Veronica Marchi.

Due donne, nessuna prima donna ad Occhi negli Occhi.
Giovani cantastorie, innamorate delle parole, autrici di parole che possono far innamorare. Più attenzione e più spazio alla musica delle donne allo Spazio Luce. 

Un concerto doppio in un unico concerto il 25 marzo.
Non tutte le storie sono uguali, ma alcune storie possono fondersi, alcune storie possono essere cantate da più voci. Sono voci amiche e certe amiche si dividono un palco, quando c’è un palco, uno spazio quando c’è uno spazio. Queste due amiche si dividono una grande passione: la musica.
E come due amiche che condividono cose, loro si scambiano versi, si dividono strofe, si prestano la voce, si scambiano note. Lo scambio avverrà sotto i nostri occhi.

Ilaria Pastore all’occorrenza imbraccia una chitarra e canta di personaggi inventati ed esperienze vissute, costruendo testi pieni d’emozione. Esattamente come Veronica Marchi.

I loro Occhi negli Occhi allo Spazio Luce. I loro occhi per la rassegna di musica d’autore di ogni 4to lunedì del mese. Lo spazio alle parole, lo spazio delle parole dei giovani cantautori.

Ogni concerto sarà, anche, un “Live recording”, un’occasione unica registrata dal vivo. Per lasciare una traccia della nostra musica, ma non solo: Live recording potrà essere ascoltato anche in streaming, per arrivare a tutti.

Dovunque vogliate ascoltarci <http://www.spazioluce.org/>

Le donne non sempre le si può capire, ma queste donne le si può, le si deve, ascoltare.

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Per informazioni e prenotazioni:
musica.spazioluce@gmail.com - www.spazioluce.org
Posto Unico: € 7,00 

Spazio Luce Viale Monza, 91 – Citofono Spazio Luce 
M1 Rovereto - Milano

Apertura ore 20.00 inizio concerto ore 21.00

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Iniziativa riservata ai soci di Spazio Luce
Se non sei ancora socio puoi richiedere GRATUITAMENTE la tessera scrivendo a info@spazioluce.org
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Spazio Luce promuove l’arte e stimola la creatività fornendo occasioni di confronto.

Concerto omaggio a Leonard Cohen in replica su Radio Popolare.

Si potrà ascoltare in replica tutto il concerto in omaggio a Leonard Cohen che ho tenuto all’Osteria Al Manegheto lo scorso 22 febbraio, e che è stato registrato dai microfoni di Radio Popolare Verona.

Andrà in onda questo sabato alla 14.00

Sintonizzatevi e lasciatemi i vostri commenti.

COSì COME MI VEDI in playlist su Radio Cuore.

è possibile votare e ascoltare il brano COSì COME MI VEDI su Radio Cuore all’interno del programma Rampa di lancio.

vai al link e vota il brano.

grazie!

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